I MONUMENTI- Benvenuti a Vodo di Cadore! Dolomiti Patrimonio dell'Umanità

ITINERARI CULTURALI

Chiesa di San Giovanni Battista
La chiesa, monumento nazionale, si tova nella frazione di Vinigo.
È iniziata nel 1493, la prima sede venne completata con i dipinti delle pareti interne nel 1506. Fu ampliata nel 1708 e terminata nel 1736.
La chiesa è composta dall’altare principale o ”Privilegiato” e da due altari ai lati, più altri due di piccole dimensioni. L’altare maggiore ha una pala attribuita a Francesco Vecellio (fratello del più famoso Tiziano), che ha subito degli adattamenti in seguito all’ampliamento del 1736. La pala raffigura la “Madonna con Bambino tra i Santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista”. L’altare di destra, entrando dalla porta principale, è dedicato a una ”Madonna con Bambino tra i Santi Margherita e Antonio Abate”, dipinto di Tommaso Vecellio (1587–1629; parente di Tiziano). L’altare di sinistra è quello della devozione alla ”Madonna della Cintura”, che alla base racchiude una incisione acquerellata della Beata Vergine della Cintura e una pala attribuita a Osvaldo Gortanuto, con lo stesso soggetto. La cintura della Madonna è un simbolo di protezione, che veniva auspicata dagli aderenti ad una Confraternita, presente a Vinigo nei secoli scorsi. Gli altri due altari più piccoli racchiudono ciascuno una tela attribuita ad un Anonimo settecentesco: i dipinti raffigurano ”L’Annunciazione e i Santi Zaccaria, Elisabetta e Giacomo” e una ”Madonna con Bambino, San Liberale e l’Angelo Custode”.
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Monumento a Gianpietro Talamini
Giornalista ed editore italiano, fu fondatore del “Gazzettino” e ne fu il direttore per quasi 50 anni. Nacque a Vodo il 19 novembre 1845 da Gian Bortolomeo "Boluże", maestro, e da Teresa Celotta. Dotato di grande intraprendenza e di impulso per la comunicazione, il 14 luglio 1867 fondò a Venezia il mensile "Gioventù Italiana" e l'anno successivo sempre il 14 luglio il settimanale "Il Cadore"; a Tai di Cadore avviò nel 1873 la prima tipografia cadorina e il 6 giugno 1874 il settimanale “La Voce del Cadore”. In seguito tornò a Venezia, alla ricerca di un sogno che coronò il 20 marzo 1887, creando un giornale rivolto ad una nazione che si stava formando e in cui la gente aveva bisogno di un sua identità. Il Gazzettino si basava su notizie di "cronaca" e di "pubblica necessità": questo format attrasse molto il pubblico, soprattutto perché il singolo cittadino riusciva a trovare un suo spazio di protagonista. Grazie anche al prezzo economico di 2 centesimi alla copia, il giornale diventò a breve uno dei più autorevoli e diffusi quotidiani italiani. Pur lavorando a Venezia, Talamini partecipò alla vita sociale di Vodo, di cui mantenne la residenza e in cui era consigliere comunale per molte iniziative, tra le quali la difesa del bosco, la sicurezza idrogeologica e la ricostruzione delle case e della chiesa distrutte dal bombardamento italiano dell’8 novembre 1917. Persona molto generosa e nazionalista (si offri volontario durante la guerra, ma lo rifiutarono vista l'età), Talamini come molte persone del tempo passò gradualmente da un'iniziale simpatia per il fascismo all’ostilità per la dittatura. Dopo il delitto Matteotti del 1924, egli chiamò in causa Mussolini e da qui seguirono attentati, pestaggi di redattori, devastazioni della tipografia, fino alla sospensione delle pubblicazioni per due mesi.
Morì il 20 settembre 1934, chiedendo di essere seppellito nel "campo comune" di Vodo, tra il popolo che tanto amava.
Vodo lo ricorda con una targa sulla casa natale, con un busto in marmo e un quadro in municipio, con un busto in bronzo nella “Sala della Règola”, col nome del rifugio sul Còl Botèi e col monumento eretto nel 1984 a lato della via Nazionale.
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Monumento a Italo Marchioni
Monumento all’inventore del cono gelato: A Peaio, a ricordo dell’illustre concittadino Italo Marchioni è stata realizzata dal fabbro locale Diego Imperatore una scultura di un cono in ferro battuto. Marchioni ottenne il brevetto dello stampo per realizzare i coni per gelati il 15 dicembre 1903, dall’ufficio brevetti degli Stati Uniti di Washington. Egli nacque il 21 dicembre 1868 a Peaio; emigrò nel 1895 con parenti gelatieri negli USA, prima a Filadelfia, quindi a New York e infine ad Hoboken (New Jersey), cittadina posta di fronte a Manhattan. Dotato di molta inventiva, egli servì il gelato ai suoi clienti prima con un cono realizzato manualmente con un wafer arrotolato, poi con un sandwich composto da due wafer piani, infine con una cialda a forma di coppetta, prodotta con lo stampo da 10 pezzi, che gli assicurò il brevetto. L’idea ebbe successo e, con la collaborazione dei familiari, Italo giunse ad avere fino a 45 carretti per le vie di New York. Alcuni concorrenti cercarono di contrastarlo con denunce e processi, ma Marchioni rimase confermato come l’inventore del cono per gelato. Negli anni, la sua azienda di coni, gelati e dolciumi, che aveva sede in uno stabilimento ad Hoboken, grazie alla sua invenzione e alla sua energia, assunse importanza a livello nazionale; l’impianto subì un grave incendio nel 1934 ma l’attività continuò. Italo si ritirò in pensione nel 1938. La sua fama venne ribadita, al momento della morte (27 luglio 1954) dal New York Herald Tribune con un articolo a lui dedicato.
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